S. Stefano [vulgo "cappuccini vecchi"].

Pagina aggiornata al 20/06/2011.

Organo di Andrea Gennari, terminato il 14 gennaio 1829 1. Ubicato sopra il portone d'ingresso in cantoria lignea formante unico elemento con la bussola, è racchiuso in cassa lignea addossata alla parete di fondo, sulla contro-facciata (è visibile dall'esterno la modifica effettuata alla facciata per collocare la cantoria: la parte superiore del vano del portone, originariamente rettangolare, è stata infatti chiusa con un arco a sesto ribassato). 21 canne di facciata in stagno, dal DO2 del Principale, disposte su zoccolo in unica campata a cuspide con ali laterali, rette da rastrelliera posteriore con ganci "a maggetta"; labbro superiore a mitria con puntino a sbalzo, profilo piatto, bocche allineate. Alla loro base i Tromboncini, anch'essi su zoccolo. Tastiera di 47 tasti (DO1-RE5 con prima ottava corta): tasti diatonici ricoperti in bosso, cromatici smussati ricoperti in ebano, frontalini lisci e anneriti. Modiglioni laterali sagomati. Pedaliera a leggio di 10 pedali corti, costantemente unita al manuale (ottava corta DO1-DO2 più, di seguito, finto DO#2 per il Tamburo acustico). Registri azionati da tiranti lignei torniti a pomello, posti in doppia colonna su tavola sagomata a destra del manuale. Cartellini moderni a stampa applicati nel restauro 1987, indicanti la seguente disposizione:


Principale bassi [8'] Tromboncini bassi [8']
Principale soprani [8'] Tromboncini soprani [8']
Ottava Voce umana [soprani, accordata calante]
Decimaquinta Cornetta [soprani, in XVII]
Decimanona Flauto in VIII bassi
Vigesimaseconda Flauto in VIII soprani
Vigesimasesta Contrabasso [Pedale, 16' + 8']
Vigesimanona

Divisione bassi/soprani tra DO#3 e RE3, ritornelli alla maniera veneta. Accessori: Tiratutti del Ripieno a manovella (dall'Ottava), Tamburo acustico, tenda della cassa. Canne: a cuspide la Cornetta ed il Flauto in VIII, quest'ultimo con prime 8 canne diritte, tappate a calotta. Principale interamente in stagno ad eccezione delle prime 8 canne, in legno. Tromboncini di foggia callidiana con tuba in stagno, noce in piombo, ancia e canaletto in ottone, gruccia realizzata con filo d'ottone ritorto. In abete tinto di rosso, con portella in noce: le prime 8 canne del Principale, sempre inserite, di cui le prime 4 tappate e le altre aperte; le prime 8 canne dell'Ottava, sempre inserite, aperte; le 8 canne del Contrabasso, tappate, le 8 canne dell'Ottava di Contrabasso, aperte. Le restanti canne sono in lega povera, diritte. Somiere maestro in noce, a tiro, chiuso davanti con ante e naselli, sul tirante con borsini in pelle e perline, con supplemento aggiunto posteriormente per il Flauto in VIII e trasporti sul fondo per le prime 8 canne del Principale. 47 ventilabri con guide laterali e molle in ottone, 14 stecche così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: Tromboncini bassi, Tromboncini soprani, Principale bassi, Principale soprani, Voce umana, Ottava, Cornetta, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, Flauto in VIII bassi, Flauto in VIII soprani. Somiere di basseria analogo al precedente, ad aria comandata, posto sul fondo con interposizione del passo d'uomo, con trasporti aggiunti per le canne dell'Ottava di Contrabasso. Crivello in legno tenero, con supplemento posteriore aggiunto per il Flauto in VIII e numerazione doppia, sulla parte originale e sul supplemento. Trasmissioni meccaniche: sospesa per il manuale, indirette per il pedale, l'unione ed i registri. Catenacciature e squadrette del pedale in ferro, bilancieri dei registri in legno duro, fili in ottone per manuale e unione, barrette in legno per il pedale. Due mantici cuneiformi a 5 pieghe, sovrapposti, su castello a sinistra della cassa (ricostruito nel restauro del 1987 insieme ad uno dei mantici), azionabili con corde e carrucole, alimentati da elettroventilatore.

Lo strumento proviene dall'ex Monastero di S. Caterina (che sorgeva nell'area dell'attuale Palazzo del Mutilato) nel quale, intorno al 1790, anche Gaetano Callido aveva collocato uno strumento, trasportato con le soppressioni napoleoniche presso la Collegiata di Castelfidardo2. Esaminando invece somieri, crivello e tavola di riduzione dei registri dello strumento del Gennari, si nota facilmente come il Flauto in VIII e l'Ottava di Contrabassi siano aggiunte postume3: queste sarebbero state effettuate dallo stesso autore nel 1838 su commissione del nobile Giuseppe Chiappini, che spese allo scopo 10 scudi 4. Si pensa che il nostro strumento sia stato collocato in S. Stefano dopo le soppressioni del 18615; conferme indirette di questa tesi ci vengono anche da alcuni documenti dell'archivio parrocchiale: nel 1906 lo strumento aveva già bisogno di restauri, effettuati nel 1919 dal nostro concittadino Silvio Carletti 6. Non abbiamo altri riscontri storici fino al 1987, anno del restauro da parte della ditta Alfredo Piccinelli di Padova: esso ha comportato, oltre alle normali operazioni, la ricostruzione del castello di legno della manticeria, di uno dei mantici, delle carrucole per l'azionamento manuale e di una diecina di canne mancanti. Nell'occasione la cantoria è stata consolidata e la cassa arricchita con un nuovo prospetto, su bozzetto del Prof. Nino Ricci. Nel 2007, infine, Michel Formentelli di Camerino ha effettuato un intervento di manutenzione straordinaria che ha riguardato, nel 2010-11, anche la sostituzione del ventilatore. Lo strumento è stato catalogato dall'Associazione Marchigiana Organistica nell'ambito della ricerca Individuazione, inventariazione e documentazione degli organi antichi delle Marche fino ai primi del Novecento, promossa dalla Regione Marche.

La Pievania tra il 2010 e il 2011 ha sostituito il piccolo organo digitale che veniva usato nelle funzioni ordinarie con un positivo a canne, acquistato grazie alla munificenza del Pievano Don Adriano Dariozzi presso l'organaro Andreas Ladach di Wuppertal (DE). Esso, costruito nei primi anni Sessanta del secolo scorso dalla ditta Oberlinger di Windesheim (DE), proviene dal cimitero evangelico di Bredtchen in Wuppertal7. Contenuto in una cassa di legno placcata di radica, molto semplice e quasi senza decorazioni; prospetto in unica campata, con portelle per la chiusura della facciata e ribaltina per la chiusura della tastiera, ha la controfacciata costituita dai Bassi del Bordone di legno. 23 Canne di facciata in lega ricca di stagno, appartenenti al Bordone da MI2 a RE4, degradanti da sinistra a destra, rette da rastrelliera posteriore con ganci a maggetta. Labbro superiore a mitria, baffi, bocche allineate e profilo piatto. Tastiera di 56 tasti estesa da DO1 a SOL5, con diatonici ricoperti in ebano e cromatici ricoperti in materiale simile ad osso. L'effetto cromatico è quindi invertito rispetto ad una normale tastiera italiana. Pedaliera dritta leggermente concava, di 27 pedali lunghi (DO1-RE3). Registri azionati da tiranti a pomello posti in colonna a destra (soprani) e a sinistra (bassi e pedale) della tastiera. Divisione bassi-soprani tra SI2 e DO3. Indicazioni dei registri scritte ad inchiostro di china sulla fronte dei pomelli.

Composizione fonica

Bassi e pedale


Gedackt/Baß/8'
Rohrflöte/Baß/4'
Principal/Baß/2'
Sordun/16' [ped.]Cymbel/Baß/2 f..

Soprani

Gedackt/Disk./8' Gamba/Disk./8'[leggermente crescente]
Rohrflöte/Disk./4' Prästant/4'
Principal/Disk./2' Quinte/Disk./1 1/3'
Cymbel/Disk./2 f.

Unione T-P tramite pedaletto a incastro sopra la pedaliera. Rohrflöte (Flauto a camino) con calotta mobile, Gedackt (Bordone) con prime 16 canne in legno poste sul fondo (3 sulla parete sinistra), le successive 23 in facciata e le restanti all'interno, tappate a calotta mentre tutte le altre sono tappate a tampone. Quinta (recte XIX) a cuspide, Sordone con tuba in castagno a parallelepipedo, con 4 fori su una parete laterale. Cymbel a 2 file (XIX+XXII) inscindibili. Accordatura per lo più a riccio, con canne più piccole accordate invece tradizionalmente in tondo.

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1 Iscrizione a inchiostro dietro la tavola che regge il leggio, probabilmente dell'autore.
2 In questo strumento (purtroppo elettrificato in tempi recenti), dotato di sigla callidiana a fuoco e toponimo "M", si legge infatti sulla mensola destra della rastrelliera l'iscrizione a inchiostro "Macerata Sta Caterina". Per pagarlo il Monastero aveva chiesto, tramite la Sacra Congregazione dei Vescovi, un contributo di 200 ducati all'erario (cfr. MACERATA, ARCHIVIO DELLA CURIA VESCOVILE, A.4.V.3, petizione della Sacra Congregazione dei Vescovi (datata 21 settembre 1789) per ottenere "licenza di prendere la somma di 200 Ducati dall'Erario per impiegarlo in supplemento di prezzo del nuovo organo di cui abbisognano [le monache] essendo il vecchio, che ridanno in dietro [sic] allo organaro, in cattivo stato").
3 Prima di essere sostituiti nell'ultimo restauro, il vecchio cartellino dell'Ottava recava la dicitura "Ottava flautata" mentre quelli del Flauto in VIII, con le diciture "Flauto basso" e "Flauto soprano", erano manoscritti al contrario degli altri: la nostra interpretazione è che, nella disposizione iniziale, l'autore avesse voluto sopperire alla mancanza del Flauto in VIII costruendo un'Ottava dal timbro flautato, e che abbia aggiunto in un secondo momento il Flauto: si spiega così anche il fatto che i cartellini del Flauto, aggiunti insieme al registro, fossero manoscritti anzichè a stampa. Per rinforzare la basseria fu aggiunta invece l'Ottava di Contrabassi.
4 Cortese informazione di Libero Paci.
5 Una conferma di ciò ci viene dal fatto che, nel 1838, il pievano di S. Stefano Don Pietro Gentili chiedeva al Comune in prestito il vecchio organo di S. Paolo, essendo questo stato sostituito da quello dei PP. Domenicani (opus 406 di Gaetano Callido, del 1803), che si erano trasferiti nella chiesa (cfr. Storia di Macerata, a cura di A. Adversi, D. Cecchi, L. Paci, Grafica Maceratese, Macerata, 1989², vol. IV, p. 306, nota 361/a).
6 Iscrizione a matita sul crivello.
7 Cortese informazione di Andreas Ladach.

Bibliografia:


GALLERIA DI IMMAGINI

Manticeria ricostruita su modello originale
Parte posteriore della tavola che regge il leggio: si leggono, oltre alla data di costruzione, probabilmente scritta dal costruttore, le date di restauro scritte dal moderno restauratore
Particolare della data di costruzione
Particolare di tastiera e pedaliera
Particolare di tastiera e tavola dei registri
Probabile autoritratto di Andrea Gennari (interno della cassa dell'organo della Collegiata di Morrovalle)
Canne interne organo Oberlinger