Cattedrale S. Giuliano.

(Ultimo aggiornamento: 02/01/2009)

Lo strumento principale è uno dei pochissimi strumenti "doppi" (a due tastiere) di Gaetano Callido, del 1790, integro, di cui è quindi ovvia la grande importanza storica. E' posto in cornu Epistulae in cantoria lignea con parapetto mistilineo a balaustra cieca, intagliato e dorato, con grata soprastante; analoga contro-cantoria di fronte. Cassa a filo del muro, il cui prospetto è delimitato da cornice greca. Vano delle canne centinato, delimitato da cornice tortile, con festone e motivi floreali intagliati e dorati. 25 canne di facciata a partire da DO1 del Principale dell'Organo Grande (compresi 3 raddoppi in ottava - per le prime 3 note - e 1 canna muta - priva di anima)1, disposte a cuspide con ali su zoccolo in legno, rette da legatura posteriore con ganci a maggetta. Labbro superiore a mitria con puntino a sbalzo, profilo piatto, bocche allineate. Alla base le canne dei Tromboncini, su proprio zoccolo. Facciata dell'Organo Eco con canne in stagno disposte ad ala, appartenenti al Principale, rette da legatura posteriore con ganci a maggetta. Alla base, su propri zoccoli, le canne dei Tromboncini e del Violoncello. Due tastiere di 47 tasti ciascuna (DO1-RE5 con prima ottava corta) corrispondenti la superiore all'Organo Grande, l'inferiore all'Organo Eco: tasti diatonici ricoperti in bosso con frontalini incisi a chiocciola, tasti cromatici ricoperti in ebano, con un rarissimo (in Callido) intarsio in bosso a forma di punto esclamativo rovesciato; lo stesso motivo appare anche sui capotasti, dei quali quelli superiori recano due pomelli in ferro per l'unione-tastiere "a cassetto" (ottenibile spingendo in avanti la tastiera superiore, cioè con movimento simile alla chiusura di un cassetto). Pedaliera forse recenziore, a leggio di 20 tasti corti (DO1-SOL#2 più tre accessori di seguito), unita costantemente alla tastiera dell'Organo Grande. Registri azionati da tiranti lignei torniti a pomello, posti in doppie colonne su due tavole a destra (Organo Grande e Pedale) e a sinistra (Organo Eco) della consolle. Cartellini a stampa, ricostruiti nell'ultimo restauro su modello originale. Indicano la seguente disposizione:

(Organo Grande e Pedale)

Principale Bassi. [8'] Voce Umana. [soprani, crescente]
Principale Soprani. [8'] Flauto in VIII Bassi.
Ottava. Flauto in VIII Soprani.
Quinta Decima. Flauto in XII Bassi.
Decima Nona. Flauto in XII Soprani.
Vigesima Seconda. Cornetta. [soprani, in XVII]
Vigesima Sesta. Tromboncini Bassi. [8']
Vigesima Nona. Tromboncini Soprani. [8']
Trigesima Terza. Tromboni. [8', ped.]
Trigesima Sesta.
Contrabassi. [16', ped.]
Ottava di Contrabassi. [8', ped., solidale con il precedente]

(Organo Eco)
Flauto in VIII Bassi. Principale Bassi. [8']
Flauto in VIII Soprani. Principale Soprani. [8']
Cornetta [soprani, in XVII] Ottava.
Tromboncini Bassi. [8'] Quinta Decima.
Tromboncini Soprani. [8'] Decima Nona.
Violoncello Bassi. [8'] Vigesima Seconda.
Violoncello Soprani. [8']

Divisioni bassi/soprani entrambe tra DO#3 e RE3, ritornelli alla maniera veneta. Canne: Flauto in VIII dell'Organo Eco tappato a tampone; a cuspide invece entrambe le Cornette, il Flauto in VIII e il Flauto in XII dell'Organo Grande. Tromboncini, Violoncello e Tromboni di foggia callidiana consueta. 20 le canne di basseria in abete tinto di rosso, con bocca in noce: raddoppiate (16'+8') nelle note della prima ottava del pedale (con ripetizione meccanica nella seconda ottava), singole (8') nelle note cromatiche della seconda ottava; queste ultime 4 canne, se suonate contemporaneamente tramite l'apposito accessorio, producono per i forti battimenti l'effetto acustico del Tamburo. Prime 3 note del Principale dell'Organo Grande raddoppiate in ottava, con canne dei raddoppi poste in facciata. Accessori: Tiratutti del Ripieno dell'Organo Grande a manovella (apre i registri dall'Ottava in poi). Di seguito alle note della pedaliera gli accessori del Tamburo acustico ed un secondo meccanismo del Tiratutti, a doppio pedale, non ripristinato nell'ultimo restauro. Unione tastiere a cassetto, anta a ribalta chiudibile davanti all'Organo Eco. Somieri dei manuali in noce, a tiro, chiusi anteriormente da ante e naselli, sui tiranti da borsini in pelle e perline in cuoio. Guide laterali dei ventilabri e molle in ottone. Somiere dell'Organo Grande con 50 ventilabri (47+3 per i raddoppi del Principale) e 18 stecche, così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: Tromboncini Bassi, Tromboncini Soprani, Principale Bassi, Principale Soprani, Voce Umana, Ottava, Flauto in VIII Bassi (prime 8 note derivate dall'Ottava), Flauto in VIII Soprani, Flauto in XII Bassi, Flauto in XII Soprani, Cornetta, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, XXXIII (fino a Do3), XXXVI (fino a Fa2). Somiere dell'Organo Eco posto in basso e a sinistra del precedente, alla stessa profondità, con 47 ventilabri e 13 stecche così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: Violoncello Bassi, Violoncello Soprani, Tromboncini Bassi, Tromboncini Soprani, Principale Bassi (prime 8 note derivate dall'Ottava), Principale Soprani, Ottava, Flauto in VIII Bassi (prime 8 note derivate dall'Ottava), Flauto in VIII Soprani, Cornetta, XV, XIX, XXII. Somiere di basseria in larice posto sul fondo, di foggia analoga ai precedenti, ad aria comandata, con stecca e coperta in noce per i Tromboni. 24 ventilabri (20 più 4 supplementari per il meccanismo del Tamburo acustico). Trasmissioni meccaniche, sospesa per l'Organo Grande, indirette per il Pedale ed i registri, indiretta a spinta per l'Organo Eco. 4 mantici cuneiformi sovrapposti, appaiati, in un vano sottostante la cantoria: alimentati da elettroventilatore, sono azionabili anche tramite le corde e le carrucole originali. Crivelli in legno tenero, rivestiti di carta. Bocche delle canne soprastanti, eccetto la Voce Umana dell'Organo Grande. Pressione del vento di 65 mm. in colonna d'acqua, corista = 426,3 Hz. alla temperatura di 13,3 °C, temperamento assimilabile al Tartini-Vallotti.1

Lo strumento costò all'epoca 750 scudi romani più 66,24 per la posa in opera.

L'organo vecchio era stato costruito intorno al 1559 dai maestri Benedetto e Luca da Borgo S.Sepolcro, identificabili con Benedetto Schiaminosse e Luca Blasi2. Sempre per la Cattedrale Feliciano Fedeli aveva costruito nel 1742 un organo positivo e un organo grande, purtroppo scomparsi3. L'attuale strumento, catalogato dall'Associazione Marchigiana Organistica nell'ambito della ricerca Individuazione, inventariazione e documentazione degli organi antichi delle Marche fino ai primi del Novecento, ha ricevuto una regolare manutenzione nei secoli scorsi4, salvandosi fortunatamente dalla riforma ceciliana5. Dopo aver subito parziali restauri, nel 1979, ad opera della ditta Zanin di Codroipo, è stato infine restaurato tra il 1999 ed il 2007 da Riccardo Sabatini di Pesaro, con il benestare della Soprintendenza di Urbino.

In Cattedrale esiste anche uno strumento liturgico a trasmissione elettrica, posto nel braccio destro del transetto: costruito da Silvano Girotto nei primi anni Ottanta per il compianto Don Fernando Morresi, fu posto inizialmente nella chiesa di S. Maria della Consolazione, in piazza Mazzini6. Intorno al 1987, alla morte del proprietario - che l'aveva donato alla Cattedrale - fu trasportato nella sua attuale sede facendo qualche adattamento. Nel 1988 l'organaro Franco Faia di Novara ha effettuato un intervento di manutenzione straordinaria.

_______________

1 Cortesi informazioni dell'organaro Riccardo Sabatini.
2 Autore del monumentale organo del transetto della Basilica di S.Giovanni in Laterano, sopravvissuto nel 1993 anche ad un attentato dinamitardo.
3 Dello stesso autore si è salvato un organo del 1737, proveniente da una non identificata chiesa maceratese e trasportato, probabilmente da Odoardo Cioccolani nel 1835, nella parrocchiale di S.Paolo di Jesi. Sul fondo della secreta, su un cartiglio, si legge infatti l'iscrizione "Io Feliano [sic] Fedeli F[eci] in macerata / [a]nno i737" (cortese informazione dell'organaro Andrea Pinchi).
4 Oltre alle numerose scritte graffite sui muri interni alla cassa, presso l'Archivio della Curia Vescovile esistono diverse testimonianze in tal senso: due contratti stipulati da Antonio Santilli e Odoardo Cioccolani con la Cappella Musicale; lo scrivente ricorda di aver ricevuto cortese notizia da Libero Paci sull'attività di manutenzione dello strumento, fino a circa la fine degli anni Cinquanta, da parte dell'organaro naturalizzato maceratese Silvio Carletti; inoltre, nel libro MASTRO della nuova Fabbrica della Cattedrale del Duomo di Macerata dal 1772 al 1838 [omissis], ci sono annotazioni relative a pagamenti per manutenzioni ad altri organari tra cui Antonio Callido, Domenico Ammandolesi, Francesco Bracchini [Berardi], Ludovico Frai ed Andrea Gennari.
5 La rivista ceciliana di Torino, nel 1910, lodando la rinnovata cappella della Cattedrale, lamentava come non si provvedesse alla riforma del "sia pure buono, ma vecchio organo". Tale sorte, purtroppo, è stata invece subita dal contemporaneo strumento doppio di 12' della Metropolitana di Fermo, ricostruito da Vincenzo Mascioni di Cuvio nel 1914 con canoni ceciliani, conservando e riutilizzando il materiale fonico callidiano.
6 Il costo di questo strumento fu di 17.000.000 di lire, cortese informazione di Carlo Paniccià.

Bibliografia: