Monastero Corpus Domini [vulgo "le monachette"].

(Ultimo aggiornamento: 19/05/2008)

Organo di Gaetano Callido, del 1804 (opus 414). Cassa lignea indipendente, posta sul pavimento su rotelle, provvista di ante per chiudere il prospetto e di prolungamento posteriore per contenere la manticeria. 21 canne di facciata disposte a cuspide con ali, appartenenti al Principale a partire da Do2, poste su zoccolo e rette da legatura posteriore con ganci a maggetta. Labbro superiore a mitria con puntino a sbalzo, profilo piatto, bocche allineate. Tastiera di 47 tasti (Do1-Re5 con prima ottava corta): diatonici ricoperti in bosso con frontalini a chiocciola, cromatici in noce tinto di nero, ricoperti in ebano. Modiglioni laterali sagomati con profilo caratteristico dell'ultimo periodo di produzione callidiana. Pedaliera in noce a leggio di 9 tasti (Do1-Do2 in ottava corta), priva di registri, costantemente unita al manuale. Registri azionati da tiranti lignei torniti a pomello, posti in unica colonna su tavola a destra della tastiera. Cartellini originali a stampa indicanti la seguente disposizione:

Principale Bassi [8']
Principale Soprani [8']
Ottava
Quinta Decima
Decima Nona
Vigesima Seconda
Voce Umana [soprani, accordata calante]
Flauto in VIII [reale da Do2]
Cornetta [soprani, in XVII]

Divisione bassi/soprani tra Do#3 e Re3, ritornelli alla maniera veneta. Accessori: Tiratutti a manovella e a doppio pedale ("Tacca e Stacca" o "Piano e Forte"), che apre il Ripieno dall'Ottava alla Vigesima Seconda. In abete tinto di rosso: le prime 8 canne del Principale, poste sul fondo ed alimentate da trasporti sottostanti al somiere, con propria stecca; le prime 4 canne dell'Ottava, poste ai lati ed alimentate da trasporti soprastanti al somiere. Flauto in VIII e Cornetta a cuspide, quest'ultima ricostruita su modello originale. Somiere maestro in noce, a tiro, chiuso davanti da anta con naselli, sui tiranti da borsini in pelle e perline. 47+8 canali privi di separatori, chiusi da 47 ventilabri più 8 contro-ventilabri per le prime 8 note del Principale, posti 4 per lato sul pavimento della secreta e azionati tramite apposita meccanica dai ventilabri soprastanti: i prime 8 tasti azionano quindi ciascuno un ventilabro più un contro-ventilabro. 10 stecche così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: Principale Bassi + contro-stecca (sottostante al somiere, per le prime 8 canne del principale; entrambe sono accoppiate per mezzo di un bilancere posto alle estremità, e sono azionate dal pomello del Principale Bassi) - Principale Soprani - Voce Umana - Ottava - Flauto in VIII - XV - XIX - XXII - Cornetta. Trasmissioni meccaniche solite, Due mantici cuneiformi a 5 pieghe, affiancati sul basamento della cassa, con apertura posteriore; azionati da corde e carrucole, sono alimentati anche da elettroventilatore. Pesi originali monolitici, scalpellati. Crivello in legno tenero rivestito di carta, con bocche delle canne soprastanti ad eccezione della Voce Umana. Corista = 415 Hz. ca. alla temperatura di 18° C. Temperamento assimilabile al Vallotti. Con l'ultimo restauro sono state eliminate alcune modifiche che lo strumento aveva precedentemente subito: era stata aggiunta tutta la basseria, cioè un Bordone 16' tinto di grigio e l'apposito somiere posto sul passo d'uomo; la pedaliera era stata allungata fino a 17 note utilizzando per il prolungamento legno d'abete; il registro della Cornetta era stato sostituito con un Salicionale di fattura industriale, modificando il crivello nella parte posteriore. Era stato aggiunto anche un Tremolo. Si pensa che queste modifiche fossero attribuibili a Silvio Carletti e databili ai primi decenni del Novecento; Alceste Cioccolani invece, a testimonianza di un suo intervento di manutenzione, ha lasciato dietro al listello frontale dalle tastiera l'iscrizione a matita "A. Cioccolani ripulì nel 1912". Lo strumento è stato catalogato dall'Associazione Marchigiana Organistica nell'ambito della ricerca Individuazione, inventariazione e documentazione degli organi antichi delle Marche fino ai primi del Novecento, promossa dalla Regione Marche. Recentemente il monastero è stato venduto e le religiose si sono trasferite in un nuovo monastero, alla periferia della città, decidendo di trasportare nella nuova sede anche l'organo: questo è stato quindi smontato e restaurato da parte di Michel Formentelli tra 2007 e 2008 e, al termine dei lavori, è stato rimontato nella nuova sede.

Bibliografia:

  • M. FERRANTE - F. QUARCHIONI, Gli organi di Gaetano Callido nelle Marche, Ed. Villa maina, Abbadia di Fiastra-Urbisaglia, 1989 (L'arte nelle Marche, 1), pp. 138-141;
  • M. FERRANTE, Organari veneti nelle Marche dal XV al XIX secolo, in «Quaderni musicali marchigiani», I, 1994, pp. 173-201:192;
  • Storia di Macerata, a cura di A. Adversi, D. Cecchi, L. Paci, Grafica Maceratese, Macerata, 1989², vol. IV, p. 305.