S. Filippo.

Strumento costruito nel 1974, opus 313 della ex ditta Pinchi di Foligno. Esso ingloba tutte le canne di un precedente strumento, costruito nel 1796 da Sebastiano Vici per il Monastero di S. Lorenzo, demolito nei primi decenni del Novecento; lo strumento del Vici ha cambiato collocazione per ben tre volte: Nel 1974 infine il materiale fonico, integrato, è stato inglobato nello strumento attuale. Esso è posto sopra la porta d'ingresso, in cantoria lignea sorretta da mensole, con bussola sottostante; parapetto mistilineo diviso da paraste in cinque sezioni decorate con festoni e cascate a intaglio su sfondo dipinto a tempera e, al centro, stemma francescano su cartiglio corniciato. Cassa lignea addossata alla parete, prospetto delimitato da paraste liscie con capitelli ionici e cornicione. Soprastanti, due fiaccole a intaglio e al centro, su cartiglio coronato, stemma filippino. 1. Vano delle canne centinato. 23 canne di facciata disposte a cuspide con ali, a partire da SOL1, con labbro superiore a mitria, profilo piatto, bocche allineate. Consolle elettrica in cantoria, con due manuali di 61 tasti [DO1-DO6] e pedaliera concavo-radiale di 32 pedali [DO1-SOL3]. Registri azionati da placchette a bilico disposte in unica fila; nomenclatura incisa sulla parte frontale, con il seguente ordine da sinistra a destra [tra parentesi il rapporto tra la disposizione attuale, di seguito, e quella originale, più sotto, con cui va confrontata]:

[G.O.]:
 
Principale 8' Flauto 8' [ex Traversiere, integrato nei bassi] Dulciana 8' [aggiunto] Ottava 4' XV 2' XIX 1' 1/3 XXII 1' XXVI - XXIX Voce Umana 8' [accordata crescente]

[POS.-ESPR.]:
 
Viola 8' [aggiunto] Bordone 8' [aggiunto] Flauto VIII 4' [integrato nella prima ottava] Flauto XII 2' 2/3 [integrato nei bassi] Traversiere 2' [ex Cornetta soprani in XVII, scalata di due toni verso l'acuto ed integrata nei bassi] Oboe 8' [aggiunto] Tremolo

[PED.]:
 

Contrabbasso 16' [integrato nelle note mancanti]

Bordone 8' [aggiunto] 

Flauto 4' [aggiunto]

Accessori: unioni, super e subottave, combinazioni fisse e libera, traspositore di note, pedali per il crescendo e per l'espressione, elettroventilatore.

L'originale disposizione fonica dello strumento, ricavata dal progetto Pinchi per il restauro-rifacimento, era probabilmente la seguente:


 
Principale Bassi [8'] Tromboncini Bassi [8'] 
Principale Soprani [8'] Tromboncini Soprani [8'] 
Ottava Voce Umana
XV Flauto in ottava Bassi
XIX Flauto in ottava Soprani
XXII Flauto in Duodecima Soprani
XXVI Traversiere [8'soprani]
XXIX Cornetta [soprani, in XVII]
Contrabbasso [Ped., 16'] Violoncello Bassi [8']
  Violino Soprani [8']

Lo strumento è dotato di 5 mantici a lanterna posti sul basamento della cassa, di cui un grande serbatoio, uno per il G.O., uno per il Pos.-Espr., uno per il Ped., un salvascosse. Non c'è passo d'uomo, l'interno dello strumento è inaccessibile. Somieri ricostruiti, a tiro per i manuali, a membrane per il pedale: sono situati per il G.O. al centro, per il Pos.-Espr. sul fondo, somieri del Ped. ai lati. Sui somieri le file sono disposte in ordine crescente di grandezza dalla facciata al fondo, a due ali degradanti dai lati al centro; fanno eccezione le canne di facciata, disposte a cuspide con ali, e l'Oboe, posto davanti agli altri registri del Pos.-Espr. per motivi di accordatura. Crivelli in legno rivestiti di carta, ricostruiti, con bocche delle canne tutte soprastanti. È stato catalogato dall'Associazione Marchigiana Organistica nell'ambito della ricerca Individuazione, inventariazione e documentazione degli organi antichi delle Marche fino ai primi del Novecento, promossa dalla Regione Marche. Dopo la chiusura per restauri post-terremoto 1997, la chiesa è stata riaperta il 22/12/2012. Lo strumento è stato sottoposto ad una manutenzione straordinaria (terminata nel 2013) da parte di Guido Pinchi, già titolare della ditta costruttrice.

Per il Convento dei Padri Filippini aveva costruito un organo Giovanni Martino Cataleni da Foligno, intorno al 1729, dopo averne restaurato uno più antico nel 1705. Nel 1792 Gaetano Callido vi aveva collocato la sua opera 303, identificabile con lo strumento esistente presso la Collegiata di S. Lorenzo in Urbisaglia2: di quest'ultimo, al cui interno possono leggersi la sigla callidiana ed il toponimo "Macerata", si conserva anche la legenda, la cui "eloquente" intestazione può essere osservata nell'immagine sottostante. Dopo lo spostamento ad Urbisaglia dello strumento callidiano, avvenuto intorno al 1811 (cfr. nota 2), Andrea Gennari nel 1828 costruì un nuovo strumento per il convento filippino, a sua volta trasportato nel Convento Carmelitano di S. Maria delle Vergini probabilmente all'epoca delle soppressioni operate dal Governo Italiano, intorno al 1870 (per quest'ultimo strumento vedi la relativa pagina). Finalmente nel 1876 il collocamento, come scritto sopra, dello strumento proveniente da S. Lorenzo.


_________________

1La chiesa fu costruita nel 1685 dai Filippini che, in seguito alle soppressioni napoleoniche, nel 1799, furono espulsi da essa. Dopo esservi ritornati, furono nuovamente espulsi nel 1810 e la chiesa, nel 1847, ospitava l'Ordine dei Barnabiti. In seguito alle successive soppressioni del Governo Italiano, la chiesa fu ceduta dal Comune alla Confraternita delle Stimmate di S.Francesco: si spiega in questo modo la discrepanza dei diversi stemmi religiosi su cantoria e cassa. Cfr. O. GENTILI, Macerata sacra, Herder, Roma, 1967², pp. 213-216.
2  Fu acquistato nel 1811, in occasione della soppressione napoleonica degli Ordini Religiosi: cfr. F. CARACENI, Memorie storiche della città di Urbisaglia, Tip. Bianchini, Macerata, 1947.

Bibliografia: