Sforzacosta, S. Giuseppe

Strumento costruito nel 1951 dalla ditta Pacifico Inzoli, con riutilizzazione di buona parte delle canne di un strumento di Gaetano Cavalli, del 1897. Posto sopra la porta d'ingresso in cantoria in muratura, retta dalla bussola sottostante. Parapetto a piý segmenti rettilinei divisi da paraste, aggettante al centro, decorato superiormente da cornice falso-gotica e sormontato da grata. Cassa lignea di semplice fattura, divisa in tre campate da paraste, con vani delle canne centinati. 29 canne di facciata disposte in tre campate a cuspide, di 9/11/9 canne, appartenenti al Principale a partire da Do1 (nella campata centrale), rette da legature posteriori con ganci a maggetta. Labbro superiore a mitria, profilo piatto, bocche allineate. ConsÚlle elettrica recente posta nella navata sinistra della chiesa, a ridosso del presbiterio. Unica tastiera di 61 tasti (Do1-Do6) e pedaliera concava a raggiera di 30 pedali lunghi (Do1-Fa3). Registri azionati da placchette a bilico, poste sopra il manuale nel seguente ordine da sinistra a destra (compresi 3 accessori):

 

Principale 8'

Viola 8'

Flauto 4'

Ottava 4'

Ripieno 5 file

Unione T.P.

Ottava grave

Ottava acuta

Subbasso 16'
[pedale]

Ritornelli classici del Ripieno. Principale con prime 29 canne in lamiera zincata, in facciata. Flauto con prime 24 canne in legno tappate a tampone, con tubo in piombo come piede, e canne rimanenti a cuspide. In legno le canne del Subbasso, tappate. Accessori: pistoncini per unione tasto-pedale, ripieno, forte generale; combinazioni fisse, super e sub-ottava, traspositore di note, staffa per il crescendo. Mantice a lanterna sul basamento della cassa, alimentato da elettroventilatore. Trasmissioni elettriche. Somiere maestro a membrane, a canali per registro, non ispezionabile. 54 ventilabri per le note. Ordine dei registri a partire dalla facciata: Principale - Viola - Flauto 4' - Ottava - XV - XIX - XXII - XXVI - XXIX. Somieri per il Subbasso posti ai lati del precedente. Somierino supplementare per il completamento delle note da 55 a 61, posto sul fondo, sopra quello maestro. Crivello in legno rivestito di carta, con bocche delle canne soprastanti.

Integrando documenti d'archivio, tradizioni orali, memorie personali ed esame dei materiali attuali, si ricostruisce il seguente iter storico:

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1 Cortesi informazioni di Libero Paci; prima di questo nella basilica era esistito un piccolo strumento costruito nel 1742, molto probabilmente da Feliciano Fedeli, che nello stesso anno aveva costruito anche uno strumento grande per la Cattedrale ed un positivo 'da sala' per il canonico Callisto Frontoni. Lo strumento della Misericordia era stato poi trasportato, nel 1893, presso l'Oratorio del S. Sepolcro (sotto la chiesa di S. Paolo) e, in anni piý recenti, sventatamente venduto ad un rigattiere: cfr. il contributo dello stesso Libero Paci su Storia di Macerata, a cura di A.Adversi, D.Cecchi, L.Paci, Grafica Maceratese, Macerata, 1989≤, vol. IV, pp. 261-262 e 306-307.
2 MACERATA, ARCHIVIO DELLA BASILICA DELLA MISERICORDIA, busta "Organo", lettera dell'organaro Cavalli al rettore pro tempore della Basilica (datata 14 settembre 1896).
3 Michel Formentelli gentilmente ci informava che, durante un sopralluogo precedente al restauro, aveva fortunatamente rinvenuto in cantoria una cassa sigillata (con l'indirizzo dell'organaro Faia) contenente circa 600 canne originali del Cavalli. Secondo Formentelli sono del Cavalli anche la parte soprani del Flauto 4' (nata come 8' e successivamente tagliata e scalata), l'intero Ripieno, il Subbasso 16' ed il mantice a lanterna.
4 SFORZACOSTA, ARCHIVIO PARROCCHIALE DI S.GIUSEPPE, progetto dell'organaro Faia per il restauro del 1993.