Collegiata S. Giovanni.

Opus 306 di Callido Gaetano, del 1792. Proveniente dal demolito Convento di S. Francesco, nel 1812 fu trasportato in S. Giovanni da Sebastiano Vici, che lo collocò in cornu Evangelii1; nel 1836, infine, il Prevosto Mons. Giuseppe Roberti lo fece trasportare sopra il portone d'ingresso, facendo appositamente costruire tutto il complesso dell'attuale orchestra2. Cantoria lignea sorretta dalla sottostante bussola, con parapetto rettilineo a più segmenti aggettante al centro, a balaustra cieca in alcuni segmenti. Cassa lignea addossata alla parete di fondo, prospetto delimitato da doppie paraste in stile composito, con timpano a trabeazione soprastanti. Vano delle canne centinato. 23 canne di facciata a partire da DO1 del Principale, disposte a cuspide con ali su zoccolo in legno, rette da legatura posteriore con ganci a maggetta. Labbro superiore a mitria con puntino a sbalzo, profilo piatto, bocche allineate. Alla base le canne dei Tromboncini, su proprio zoccolo. Tastiera di 47 tasti (DO1- RE5 con prima ottava corta): tasti diatonici ricoperti in bosso con frontalini incisi a chiocciola, tasti cromatici ricoperti in ebano, modiglioni laterali sagomati. Pedaliera a leggio di 18 tasti (DO1- SOL#2 più, di seguito, finto LA2 per l'azionamento del Tamburo acustico), unita costantemente al manuale. Registri azionati da tiranti lignei torniti a pomello, posti su tavola in doppia colonna, a destra della consolle. Cartellini originali a stampa, indicanti la seguente disposizione:

Principale Bassi [8'] Voce Umana [accordata calante]
Principale Soprani [8'] Flauto in VIII. Bassi [reale da DO2]
Ottava Flauto in VIII. Soprani
Quinta Decima Flauto in XII
Decima Nona Cornetta [soprani, in XVII]
Vigesima Seconda Tromboncini Bassi [8']
Vigesima Sesta Tromboncini Soprani [8']
Vigesima Nona Tromboni [8', pedale]
Trigesima Terza [fino a DO3]
Trigesima Sesta [fino a FA2]
Contrabassi [16', pedale]
Ottava di Contrabassi [8', pedale, solidale con il precedente]


Divisione bassi/soprani tra DO#3 e RE3 , ritornelli alla maniera veneta. Accessori: Tiratutti del Ripieno a manovella (apre i registri dall'Ottava in poi), Tamburo acustico (4 canne). Canne: la maggior parte cilindriche, in lega di piombo con stagno al 15% circa; a cuspide i Flauti in VIII e in XII e la Cornetta. Tromboncini e Tromboni di foggia callidiana consueta, con tuba in stagno (piu' lunga per i Tromboni, costituita da piu' segmenti tronco-conici saldati tra di loro; piu' corta per i Tromboncini, costituita da tronco di piramide sormontato da piccola campana tronco-conica), noce in piombo, lingua e canaletto in ottone, gruccia costituita da filo d'ottone che si innesta su spatola in corno. 20 le canne di basseria, in abete tinto di rosso, con bocca in noce: raddoppiate (16'+8') nelle note della prima ottava del pedale, con ripetizione meccanica nella seconda ottava, singole di 8' nelle note cromatiche della seconda ottava, con canne utilizzate anche, se fatte suonare contemporaneamente tramite l'apposito accessorio in pedaliera, per ottenere l'effetto acustico del Tamburo. Somieri: somiere maestro in noce, a tiro, chiuso anteriormente da ante e naselli, sui tiranti da borsini in pelle e perline in cuoio. Guide laterali e molle in ottone. 47 ventilabri e 17 stecche, così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: Tromboncini bassi, Tromboncini soprani, Principale bassi, Principale soprani, Voce umana, Ottava, Flauto in VIII bassi, Flauto in VIII soprani, Flauto in XII, Cornetta, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, XXXIII, XXXVI. Somiere di basseria in larice di foggia analoga, ad aria comandata (tramite i due pomelli accoppiati dei Contrabassi e dell'Ottava di Contrabassi), con stecca e coperta in noce per i Tromboni. 24 ventilabri (20 più 4 supplementari per il meccanismo del Tamburo). Trasmissione sospesa per il Manuale, indirette per il Pedale ed i registri. 2 mantici cuneiformi contrapposti sul basamento della cassa, alimentati da elettroventilatore, ma azionabili anche tramite le originali corde e carrucole. Crivello in legno tenero, rivestito di carta. Bocche delle canne soprastanti, eccetto la Voce Umana. Restaurato nel 1982 dalla ditta Piccinelli di Padova, e' stato catalogato dall'Associazione Marchigiana Organistica nell'ambito della ricerca Individuazione, inventariazione e documentazione degli organi antichi delle Marche fino ai primi del Novecento, promossa dalla Regione Marche.

Purtroppo negli ultimi anni la chiesa e' stata chiusa perche' dichiarata inagibile e l'organo, dopo decenni di funzionamento costante, e' caduto in disuso: quando la chiesa verra' riaperta esso, dopo piu' di trenta anni dal restauro, necessitera' sicuramente di un intervento di manutenzione straordinaria, tanto piu' perche' e' stato annunciato che la chiesa verra' trasformata in auditorium. Si e' persa invece ogni traccia di due piccoli strumenti attribuiti ai Fedeli3, conservatisi fino all'ultimo conflitto negli Oratori degli Artisti e dei Contadini, annessi alla chiesa.

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1 ARCHIVIO DELLA CURIA VESCOVILE DI MACERATA, C.1.7.7, Spese occorse per collocare l'organo di S. Fran:co nella parte del Vangelo in S. Gio: 1812. Dietro la gelosia posta in presbiterio, in alto a sinistra, si trova infatti un grosso vano con la parete tinta di terra rossa su cui si legge l'iscrizione graffita "Andrea Fedeli organaro li 10 decebre [sic] 1835", segni inequivocabili che vi era alloggiato l'organo; sulla porta di accesso a tale vano si legge ancora la scritta a inchiostro "Per superiore disposizione non e' permesso l'ingresso all'Organo". Nel documento si fa esplicita menzione dell'organaro Vici, autore del trasporto: cio' in passato ha ingenerato equivoci sulla paternita' dello strumento, che pero' e' di indubbia fattura callidiana (cfr. Galleria fotografica). Anche nel Dizionario bio-bibliografico dei musicisti marchigiani di G. Radiciotti-G. Spadoni (ms. inedito nella Biblioteca Mozzi-Borgetti di Macerata), sub voce Triccoli, Angelo si fa riferimento, oltre che al fratello di questi Nicola [Triccoli] - che per vari anni fu Maestro Organista nella Chiesa Collegiata di S. Giovanni - anche al costruttore dell'organo, per l'appunto Gaetano Callido. Infatti Luigi Goretti, Maestro Istruttore di Cori, scrisse in lapis nella tavoletta dell'Organo sovrastante la tastiera le strofe che seguono, ora purtroppo scomparse: "Messer Triccoli Organista/ Suono' molto in questa Chiesa,/ Che suonando il pista pista/ Fea gridar chi fea la Spesa/ Ed il celebre Callido/ Che sentialo all'altro lido;/ Anzi sappi per tua norma/ Che suonar so anch'io qualcosa/ Cioe' gustar, e benche' io dorma./ Il Proposto ogni giorno/ Gli diceva suona piano,/ O ricorro ad un bastone,/ Se non vuoi frenar la mano./ Cosa credi ragazzaccio/ Che il Proposto sia un cacchiaccio?" (un ringraziamento a Paolo Peretti per la cortese segnalazione).
2 Non si conosce il nome dell'organaro che effettuo' il trasporto dal presbiterio al piedicroce, anche se si suppone possa trattarsi di Andrea Gennari (cfr. Premessa, nota 4). Progettista del complesso dell'orchestra sarebbe stato Gaetano Ferri, cui viene attribuita anche la tenda dipinta dell'organo con un "David che suona la cetra", cfr. Storia di Macerata a cura di A.Adversi, D.Cecchi, L.Paci, Grafica Maceratese, Macerata, 1989², vol. IV, p. 153.
3 Cfr. Storia di Macerata cit., p. 262, nota 126.

Bibliografia:

Discografia:

Galleria fotografica (cliccare per ingrandire):