S. Maria della Porta.

Opus 85 di Callido Gaetano, del 1773. Proveniente dal Monastero di S. Maria Maddalena in Serra de'Conti (AN), nel 1828 fu acquistato da Andrea Gennari che in quel monastero collocò un suo nuovo strumento. Egli poi rivendette il Callido al Priore pro tempore di S.Maria della Porta per 220 scudi1, impiantandolo in loco il 13 luglio 18292. Lo strumento è collocato in cantoria in cornu Evangelii; cantoria in muratura sorretta da colonne, con parapetto rettilineo sormontato da grata. Cassa lignea di semplice fattura, dipinta a tempera scura, con prospetto liscio senza decorazioni. 27 canne di facciata in stagno, appartenenti al Principale da Do2, disposte a cuspide con ali laterali su zoccolo in legno, rette da legatura posteriore con ganci a maggetta. Labbro superiore a scudo, profilo piatto, bocche allineate. Alla base di queste, su proprio zoccolo, le canne dei Tromboncini. Tastiera di 45 tasti (Do1-Do5 con prima ottava corta): diatonici ricoperti in bosso con frontalini incisi a chiocciola, cromatici ricoperti in ebano con listello centrale in bosso intarsiato. Pedaliera a leggio di 18 tasti corti (Do1-Sol#2 più finto La2 per il Tamburo acustico), costantemente unita al manuale. Registri azionati da tiranti lignei torniti a pomello, posti in doppia colonna a destra del manuale, su tavola sagomata attribuibile al Gennari come i cartellini a stampa, che indicano la seguente disposizione:

Principali Bassi [8'] Voce Umana [accordata calante]
Principali Soprani [8'] Flauto in XII
Ottava Cornetta [soprani, in XVII]
Decima quinta Tromboncini Bassi [8']
Decima nona Tromboncini Soprani [8']
Vigesima seconda  
Vigesima sesta  
Vigesima nona  
Controbassi [pedale, 16']  

Divisione bassi/soprani tra Do#3 e Re3, ritornelli alla maniera veneta. Tiratutti del Ripieno a manovella, Tamburo acustico. Canne: in abete dipinto di rosso le prime 8 del Principale, poste ai lati del somiere su trasporti, e le 12 canne dei Controbassi, di cui le prime 5 tappate e le altre 7 aperte, poste sul fondo su somiere proprio; il Tamburo acustico utilizza le 3 canne del La, Sib e Si. Tappate a tampone le prime 8 canne del Flauto in XII, a cuspide le restanti canne del Flauto in XII e quelle della Cornetta. Tromboncini di foggia callidiana consueta. Trasmissioni meccaniche solite. Somiere maestro in noce, a tiro, chiuso davanti da anta e naselli, sui tiranti da borsini e perline. Guide laterali e molle in ottone, 45 ventilabri, 13 stecche così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: Tromboncini Bassi, Tromboncini Soprani, Principale Bassi, Principale Soprani, Voce Umana, Ottava, Cornetta, Flauto in XII, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX. Somiere di Basseria ad aria comandata, in larice, analogo al precedente. 15 ventilabri di cui 3 supplementari per le note del Tamburo acustico. Due mantici cuneiformi a 5 pieghe sovrapposti, su castello in legno dietro la cassa. Azionati con corde e carrucole, attualmente alimentati da elettroventilatore. Crivello in legno foderato di carta. Bocche delle canne soprastanti ad eccezione della Voce Umana. Restaurato tra il 1994 e il 1997 dalla ditta Pinchi, perfettamente suonabile, necessita di manutenzione ordinaria. È stato catalogato dall'Associazione Marchigiana Organistica nell'ambito della ricerca Individuazione, inventariazione e documentazione degli organi antichi delle Marche fino ai primi del Novecento, promossa dalla Regione Marche.

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1A Serra de' Conti si conserva la "legenda" originale dello strumento. Nell'archivio parrocchiale di S. Maria della Porta, alla data del sopralluogo (1983), si conservava il contratto tra il Gennari e Don Pietro Bocaletti.
2ARCHIVIO PARROCCHIALE S. MARIA DELLA PORTA, altro documento anonimo contenente qualche inesattezza: ad es. si farebbe risalire la data di costruzione dello strumento al 1776 mentre, secondo il catalogo originale degli organi costruiti da Gaetano Callido pubblicato in R. LUNELLI, Studi e documenti di storia organaria veneta, Olschki, Firenze 1973, pp. 132-144:135, esso è l'opus 85 del 1773. Da segnalare anche le date contenute nel titolo della nota Spese per l'Organo venuto li 11 Luglio 1829 e reso sonabile li 20 do (ibidem).

Bibliografia:

  • M.FERRANTE-F.QUARCHIONI, Gli organi di Gaetano Callido nelle Marche, Ed. Villa maina, Abbadia di Fiastra-Urbisaglia, 1989 (L'arte nelle Marche, 1), pp. 55-57;
  • M.FERRANTE, Organari veneti nelle Marche dal XV al XIX secolo, in «Quaderni musicali marchigiani», I, 1994, pp. 173-201:184, 201;
  • Storia di Macerata, a cura di A.Adversi, D.Cecchi, L.Paci, Grafica Maceratese, Macerata, 1989², vol. IV, p. 306.