S. Maria delle Vergini.

Opus 21 di Andrea Gennari, del 1828, proveniente dal Convento di S.Filippo e trasportato in loco nel 1876. Pesantemente manomesso, attualmente è in pessime condizioni, insuonabile1. Iscrizione dell'autore su cartiglio nella secreta del somiere: "L'anno di nostra salute 1828 del mese di Maggio il Sig. Andrea Gennari Professore d'Organi / pose il presente il 21 del medesimo fabbricato ad onore di S. Filippo". È posto in cantoria sopra il portone d'ingresso. Cantoria lignea, con bussola sottostante, sorretta da mensole. Parapetto mistilineo balaustrato, diviso in più sezioni da paraste, aggettante al centro. Cassa lignea attualmente senza tetto, paraste laterali terminanti con capitelli lisci e dipinte come la cantoria. 25 canne di facciata recenziori disposte a cuspide con ali, del Principale a partire da Do1, in lamiera zincata, con baffi e freno armonico, rette da legatura posteriore con ganci a maggetta. Labbro superiore a mitria, profilo piatto, bocche allineate.Tastiera recente di 50 tasti (Do1-Fa5) con prima ottava corta. Diatonici ricoperti in osso, cromatici tinti di nero. Pedaliera recente diritta, orizzontale, di 17 tasti lunghi (Do1-Sol#2 con prima ottava corta). Unione al manuale costante. Registri azionati da tiranti a pomello in legno, posti in doppia colonna a destra della consòlle. Cartellini recenti a stampa, indicanti la seguente disposizione:

PRINCIPALE B. [8'] VOX UMANA [voce umana accordata crescente]
PRINCIPALE S. [8'] FLAUTO IN 5ª [recte Traversiere, sopr. 8']
OTTAVA VIOLA S. [8']
  FLAUTO IN 8ª [reale da Do2]
  OTTAVINO [recte Cornetta sopr., in XVII]

Divisione Bassi / Soprani tra Do#3 e Re3, ritornelli non rilevabili. Nel quadro fonico anche 5 file di Ripieno inscindibili e inseribili soltanto tramite pedale a incastro, ed un registro di Contrabassi al pedale consistente in 20 canne di abete, 8 di 16' più 12 di 8', raddoppiate nelle note dell'ottava corta ed in quelle omofone della seconda ottava. Viola e prime 25 canne del Principale (in facciata) in lamiera zincata, con baffi e freno armonico; Traversiere, Flauto in VIII e Cornetta a cuspide. Accessori: Tiratutti del Ripieno, che inserisce le file dalla XV, tramite pedale a incastro con molla di richiamo. Manticeria completamente asportata. Trasmissioni meccaniche solite. Somiere Maestro in noce, a tiro, chiuso davanti da ante e naselli e sui tiranti da borsini di pelle. 50 ventilabri, 18 stecche così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: registro asportato (probabilmente Tromboncini Bassi), registro asportato (probabilmente Tromboncini Soprani), Principale Bassi, Principale Soprani, Traversiere, Voce Umana, Ottava, Viola, Flauto in VIII, Cornetta, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, registro asportato (probabilmente XXXIII), registro asportato (probabilmente Flagioletto bassi 2), registro asportato (probabilmente XXXVI). Somiere di Basseria analogo al precedente, in legno tenero, ad aria comandata, con coperta e stecca per un registro ad ancia asportato (probabilmente Tromboni). 20 ventilabri. Crivello in abete, rivestito di carta. Bocche delle canne soprastanti. Lo strumento ha subito le seguenti pesanti manomissioni:

È stato catalogato dall'Associazione Marchigiana Organistica nell'ambito della ricerca Individuazione, inventariazione e documentazione degli organi antichi delle Marche fino ai primi del Novecento, promossa dalla Regione Marche. Si auspicano urgenti lavori di restauro filologico.

________________

1 Cortese informazione di Andrea Carradori. Lo strumento negli ultimi decenni ha subito almeno tre interventi: sul fondo del crivello si legge l'iscrizione a matita "Scomposto e ripulito / anno 1948 / Silvio Carletti", ma riteniamo che l'organaro maceratese non sia il responsabile delle manomissioni, dato che negli stessi anni è intervenuto in altri strumenti cittadini in maniera abbastanza rispettosa, senza produrre i danni grossolani qui riscontrati. Testimonianze orali di religiosi che reggono o reggevano la chiesa rimandano invece ad un intervento operato dalla ditta Burroni di Osimo intorno alla fine degli anni Sessanta, oltre ad un intervento recente di un non meglio precisato organaro abruzzese in occasione della posa in opera del riscaldamento della chiesa, per il quale è stata utilizzata la cantoria. Probabilmente, quindi, i danni maggiori sono stati arrecati negli ultimi due interventi.

2 Concordiamo con Paolo Peretti circa la grande somiglianza estetica e un probabile, anche se non ancora documentato, rapporto maestro-allievo tra Andrea Gennari e Francesco Santilli (cfr. P. PERETTI, I Santilli organari a Caldarola nel secolo XIX, in bibliografia). In questa ottica è probabile che, come in strumenti di Francesco Santilli, il registro bassi asportato sia un Flagioletto in XXIV o in XXIX.

Bibliografia:

  • Storia di Macerata, a cura di A. Adversi, D. Cecchi, L. Paci, Grafica Maceratese, Macerata, 1989², vol. IV, p. 306;
  • M. FERRANTE, Organari veneti nelle Marche dal XV al XIX secolo, in «Quaderni musicali marchigiani», I, 1994, pp. 173-201:184.
  • P. PERETTI, I Santilli organari a Caldarola nel secolo XIX, in Atti del XXII convegno di studi storici maceratesi (Macerata, 15-16 novembre 1986), Macerata, tip. Biemmegraf 1989, pp. 659-701; Testimonianze di arte organaria nelle chiese filippine delle Marche, in REGIONE MARCHE - ASSESSORATO ALLA CULTURA CENTRO BENI CULTURALI, La Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri nelle Marche del '600, Nardini editore, Fiesole 1996 , pp. 135-157:138