Villa Potenza, Ss. Crocifisso.

(Ultimo aggiornamento: 10/02/2007)

Strumento di scuola toscana, risalente all'incirca alla metà del secolo XIX; posto nella prima cappella a sinistra della navata, sulpavimento. Cassa lignea indipendente dalle pareti della cappella, con due prolungamenti inferiori ai lati; prospetto dipinto a tinta naturale, delimitato da paraste lisce, trabeazione e cornicione superiori. Vano delle canne rettangolare. 23 canne di facciata in stagno disposte a cuspide con ali, appartenenti al Principale da Re2 a Do4, rette da legatura posteriore con ganci a maggetta. Labbro superiore a mitria, profilo piatto, bocche con andamento contrario alla sommità delle canne. Tastiera di 52 tasti (Do1-Sol5 con prima ottava corta): diatonici ricoperti in osso con frontalini lisci, cromatici di ebano lievemente smussati ed inclinati, modiglioni laterali rettilinei. Pedaliera a leggio di 9 pedali corti (Do1-Do2 in ottava corta, di cui l'ultimo per il Tamburo acustico), priva di registri propri, costantemente unita al manuale. Registri azionati da tiranti lignei torniti a pomello, posti in unica colonna a destra della tastiera, su tavola in legno ricostruita. Cartellini rotondi in ceramica incastonati sulla tavola, recenziori, posti a sinistra dei pomelli ma in numero inferiore rispetto a questi. Disposizione (in corsivo le diciture dei cartellini, tra parentesi quadre la reale disposizione dei pomelli):

    [Principale bassi, 8']
  Principale  
    [Principale soprani, 8']
     
Forte [Tiratutti] Ottava [Ottava]
     
    [XV]
     
  file / di / ripieno [XIX, ritornello su Fa#4]
     
    [XXII, ritornelli su Do#4-5]]
     
    [Flauto in XII soprani]
  Cornetto  
    [Flauto in XVII soprani]
     
    [Bordone bassi, 8']
  Bordone  
    [Bordone soprani, 8']
     
  Flauto [Flauto in VIII, reale da Fa2]
     
  Voce / Umana [Voce umana soprani, accordata crescente]

Divisione bassi/soprani tra Mi3 e Fa3. Accessori: Tiratutti del Ripieno a pomello, a partire dalla XV (se chiusi, apre anche il Principale e l'Ottava senza però richiuderli), Tamburo acustico. Unico mantice a lanterna posto nel prolungamento destro della cassa; in quello sinistro l'elettroventilatore. Nessuna traccia di congegni per l'azionamento manuale. Trasmissioni meccaniche solite, unione tasto-pedale diretta. Unico somiere a tiro, in noce, chiuso davanti da 2 ante con 2 farfalle ciascuna, sui tiranti da unica striscia di pelle. 47 ventilabri numerati progressivamente da sinistra a destra, più 8 contro-ventilabri posti, 4 per lato, alle estremità laterali, accoppiati ai soprastanti (per le prime 8 canne del Principale, di cui i primi 5 accoppiati ai ventilabri dell'ottava superiore). Ulteriore ventilabro posto sul pavimento della secreta, al centro, lievemente arretrato, per il Tamburo acustico. 12 stecche così corrispondenti ai registri a partire dalla facciata: Principale bassi - Bordone bassi - Principale soprani - Bordone soprani - Voce umana - Ottava - Flauto in VIII - Flauto in XII - Flauto in XVII - XV - XIX - XXII. Crivello di legno, non foderato, bocche delle canne sottostanti, eccetto quelle ricostruite. Canne tutte cilindriche. Tappate a calotta le canne del Bordone bassi, ricostruite. In abete tinto di rosso le prime 10 canne del Principale (le prime 8 sul fondo e le restanti 2 sui lati) e le canne del Tamburo acustico (sul fondo). In totale sono presenti 15 canne lignee, di 3 delle quali non si è riusciti a stabilire il registro di appartenenza (probabilmente del Tamburo). Strumento perfettamente suonabile, in condizioni ottimali.

Storia: lo strumento proviene da Villa Schifanoia di Firenze, dove era posto nella cantoria della cappella gentilizia di S.Tommaso. La cappella era stata edificata nel 1849 da Tommaso Ciacchi, Cavaliere di Santo Stefano, alla cui famiglia la villa è appartenuta fino al 1946. In quell'anno vi entrarono le Suore della Piccola Compagnia di Maria, che vi rimasero fino al 1986, divenendo poi la villa del pubblico demanio ed essendovi attualmente ospitata l'Università Europea. Considerando la probabile epoca di costruzione e le sue caratteristiche, si pensa che l'organo sia stato realizzato intorno al 1850 o da Nicomede Agati e fratelli di Pistoia, oppure da Carlo Del Mela di Galliano del Mugello e che fosse dotato, in origine, di due mantici cuneiformi azionabili manualmente. Lo strumento nel 1976 aveva subito un restauro da parte della ditta Giustozzi di Foligno, che aveva sostituito un probabile registro di Trombe con un registro di Viole¹. Nell'ultimo restauro del 1991, in occasione del quale Angelo Carbonetti di Foligno lo ha trasportato in loco (grazie alla munificenza del compianto Vescovo Mons. Tarcisio Carboni e del Parroco pro tempore Don Franco Palmieri), al registro delle Viole è stato sostituito quello del Bordone ed e' stata applicata l'attuale tavola dei registri con i relativi cartellini. All'inizio del 2007, infine, Michel Formentelli di Camerino ha effettuato un intervento di manutenzione straordinaria.

Si ha peraltro notizia di un altro strumento esistito in questa chiesa fino a pochi decenni fa, all'epoca collocato nella cantoria sopra il portone d'ingresso. Se le tracce materiali di esso si sono purtroppo perse, fortunate coincidenze hanno fatto rinvenire alcune testimonianze documentarie che vengono di seguito riportate: il cappellano curato pro tempore di Villa Potenza, Don Giuseppe Bianchini, inviava al sindaco di Fano una cartolina, datata "Macerata 26-3-09", dal seguente testo "Son già parecchi giorni, cioè dal 7 c.m., che, per incarico del Reñdo (Reverendo) D. Cesare Consorti Parroco a Villa Potenza, le spedii la somma di £.400 pregandolo di passare £.50 all'organaro Sig.r Carletti, e di ritenere le rimanenti £. 350 pel Municipio di Fano qual prezzo pattuito di un organo di cui si è trattato per mezzo del Sig.r Carletti (...)". Lo stesso Carletti, in una lettera allo stesso sindaco di Fano datata "Macerata 7 = 10mbre 1908 (sic)" scriveva "Ieri mi sono recato dal mio cliente a Porto Santelpidio (sic), il quale acquistò per £. 200= il secondo Organo piccolo esistente nella Chiesa di S.Pietro costì (...)". Quindi da tale carteggio si apprende che all'epoca erano presenti, nella chiesa di S. Pietro in Valle in Fano, due piccoli strumenti: uno in chiesa, costruito nel 1686 da Pier Francesco Cappelletti di Città di Castello e pagato 180 scudi, un altro nell'Oratorio, a detta del Carletti un Callido. Uno dei due fu comprato per 350 lire dal Parroco di Villa Potenza, mentre l'altro fu venduto a Porto Sant'Elpidio ad un non meglio specificato "cliente" dell'organaro maceratese; entrambi gli strumenti, di rilevante valore storico, sono purtroppo scomparsi².

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¹ Le informazioni sulla originale collocazione dell'organo, oltre all'indicazione del suo probabile autore, ci sono state cortesemente fornite da Renzo Giorgetti di Firenze.
² I documenti ci sono stati cortesemente trasmessi per esteso da Paolo Peretti, che ne fa cenno nel suo studio Testimonianze di arte organaria nelle chiese filippine delle Marche, in REGIONE MARCHE - ASSESSORATO ALLA CULTURA CENTRO BENI CULTURALI, La Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri nelle Marche del '600, Nardini editore, Fiesole 1996 , pp. 135-157:140. Dello stesso cfr. anche il contributo su Silvio Carletti, ne Gli antichi organi del comune di Pieve Torina e la dinastia dei Fedeli della Rocchetta di Camerino, Mi.E.R.Ma, Camerino-Pieve Torina 1987, pp. 11-12 (nota 7). Silvio Carletti, organaro di tradizione, più che costruttore di strumenti nuovi fu autore di molti restauri, accordature, manutenzioni, rifacimenti e ammodernamenti secondo l'allora imperante gusto del "movimento ceciliano". Visse ed operò per molti anni a Macerata, dove morì nel 1965: Libero Paci riferiva oralmente di ricordare la sua bottega, situata nel palazzo attiguo all'inizio della Piaggia della Torre, dove fino a qualche decennio fa c'era l'albergo "Grand'Italia". Sullo stesso cfr. anche P. PERETTI-F. QUARCHIONI, Terra d'organi, Assessorato ai beni culturali della Provincia di Macerata, Macerata, marzo 2004, p. 32.